La tv normale trasmette solo spazzatura. Un buon film puoi solo scaricarlo da internet. Proprio in quest'epoca di tv spazzatura, abbiamo i decoder digitale terrestre che fanno tutto, alcuni addiritura registrano su memory card. Molta responsabilità della tv spazzatura è dei doppiatori, con la loro recitazione da primo anno della scuola primaria.
giovedì 24 aprile 2014
venerdì 4 aprile 2014
C'era un tempo in cui da ragazzino pensavo che i sentimenti sinceri venissero ricambiati senza fatica. Io li avrei ricambiati senza fatica, anzi, con gioia, per cui mi sarebbe stato sufficiente capire, almeno intuire, che i sentimenti di una per me fossero sinceri, e avrei dimenticato subito il resto del mondo. Scoprii con ripetuto e crescente dolore, dopo più esperienze, che non era affatto così. L'adolescenza è credere che sia la sincerità (invece che la cattiveria) a ispirare ricambio.
giovedì 13 marzo 2014
Insomma. C'è una che sembra ronzarmi intorno per farmi notare quanto ci tiene a me, ha fatto di tutto per estrarmi un “sei speciale” e poi è fuggita. Ora, assicuratasi di essere solo “amica”, ha ripreso a contattarmi. Praticamente ogni giorno. A volte anche solo per un saluto. Ma guai a entrare anche lontanamente nel discorso sentimenti. Vuole rimanere single a tutti i costi. Non vuole coinvolgimenti. Poi ci sono le vecchie fiamme che ricompaiono dopo tanti anni (non avrei mai sperato di avere uno strumento come facebook per sapere come si sono evolute le vite di tante persone che ho perso di vista dai tempi della scuola ad oggi, anche se oggi facebook non è più il paradiso degli stalker come qualche anno fa), come quella che vive in svizzera e sembra stare su facebook solo per farsi cliccare “mi piace” sulle stupide vignette che condivide ogni tanto da quei noiosissimi gruppuscoli di idioti. Poi c'è una a cui sto simpatico solo perché sono ancora single e non ho alte pretese. Ora è in cura in ospedale per un intervento a metà strada fra l'estetica e la salute. Mi ha mandato una sua foto su whatsapp, assolutamente inguardabile, come tutte le sue foto. Poi quella esaurita, che ha avuto la tragica idea di attivare l'offerta dei “tantissimi minuti gratis” e tanto per inaugurarli ha chiamato tutti i single che conosceva, parlando per mezz'ora con ognuno, me compreso. Non sapevo come concludere la telefonata, anche perché non sapevo come interromperla senza urtarne la suscettibilità. Poi ci sono le altre, apparentemente in secondo piano perché non ho avuto contatti da alcuni giorni. Tutto questo ha come sfondo la precarietà della vita, della casa, della salute, dei familiari da cui ho voluto staccarmi da tempo, delle ridicole amicizie che servono solo come reciproco farsi compagnia per mangiare una volta ogni tanto fuori casa e lontano dagli altri. C'è chi come me abbraccia dolorosamente la solitudine, e chi come loro che ha bisogno di sopperirvi. E di questa seconda categoria ci sono le donne che in prossimità della menopausa, o attorno ai quarant'anni, si rendono conto che se non trovano compagnia adesso non ne troveranno mai più. Ma l'unione di due solitudini non è una compagnia: è solo un tentativo destinato a durare poco, è solo l'imporre i propri sogni sulle cose di tutti i giorni. Sono stufo di tutto questo. Specialmente con questo fastidiosissimo tempo freddo e umido.
mercoledì 5 marzo 2014
domenica 23 febbraio 2014
Non riesco a dormire. Lei probabilmente è nelle mie stesse condizioni, ma con un muso lungo fino a terra. Ho toccato l'unico tasto che lei non gradiva: eppure qualche volta mi aveva avvisato, che avrebbe allontanato qualsiasi pretendente. Ma pensavo che lo facesse per tirare di più la corda, per verificare se io ci tenessi a lei.
sabato 22 febbraio 2014
Insomma, le ho detto solo due parole. “Sei speciale”. Tutto qui. Un aggettivo, “speciale”, che purtroppo è tradizionalmente il preludio ad una dichiarazione. Lei mi ha bloccato. Furiosa - contenuta ma furiosa - ha chiuso la chiamata dicendo che non dobbiamo più sentirci, o qualcosa del genere. Come un pivellino alle prime armi ho osato chiedere: “io?” Ma non so se mi ha sentito, forse la chiamata era già chiusa. Così le ho mandato un messaggino: “buonanotte”. Non sapevo cosa scrivere. In vita mia sono stato rifiutato innumerevoli volte: dopo le prime volte non provi più dolore, ci fai il callo. Ma ti resta sempre il dubbio di aver gravemente ferito i sentimenti di una donna. E così, dopo anni e anni, mi trovo ad averne ferita un'altra. Le donne sono strane. Sono suscettibilissime. L'aggettivo “speciale” è arrivato nel momento in cui lei non voleva sentirselo dire. Eppure per tutta la lunga chiamata era stata lei a tirarmelo da bocca in ogni modo. Tutto era cominciato come al solito, lei che si lamenta dei suoi difetti ed io che le facevo notare che non lo erano, o che almeno erano una cosa insignificante (significativa solo per gli ipocriti che passano l'intera vita a recitare la parte delle candide colombine). Fino a che lei mi chiede perché io non trovassi “difetti” in lei. Dopo aver ripetutamente nicchiato non ce l'ho fatta più e le ho detto: “sei speciale”. L'ho fatto per debolezza, quasi per distrazione, perché so cosa prova una donna che desidera sentirselo dire, e so ancora di più cosa prova una donna che non vuol proprio sentirselo dire. Pensavo che lei fosse della prima categoria, solo un po' più timida. Invece era della seconda, solo un po' più complicata: ha fatto di tutto per estrarmi quell'aggettivo dalla bocca, e non appena l'ho pronunciato dev'essere successo qualcosa. Sono ore che non riesco a dormire ripendando a quello che è avvenuto, rivedendo continuamente tutte le possibili ipotesi. Pensando magari che fosse un modo curioso per dirmi che le faceva piacere sentirselo dire. Temendo che lei avesse tratto drastiche conseguenze (avrà pensato a cosa inventarsi per liberarsi di me). Temendo addirittura che lei fosse già innamorata segretamente di qualcuno e non me lo avesse mai detto: ecco dunque un nuovo pretendente che tenta di minare il suo amore impossibile (se non fosse impossibile, non sarebbe successo tutto questo). Oppure, chissà, sarà semplicemente una di quelle che vivono come monache per tutta la vita senza nemmeno accorgersene, aspettando l'uomo giusto (ma nessun uomo è mai abbastanza “giusto”, se non per le galline sentimentali che restano adolescenti anche a 90 anni). Chissà.
mercoledì 12 febbraio 2014
Siamo nel 2014 e la pacchia è finita da anni. Pochi anni fa Facebook era il paradiso degli stalker. Ogni tanto cambiava le politiche di privacy e all'improvviso venivano fuori tanti segreti di tanta gente che non aveva immediatamente preso contromisure. Ancor oggi c'è gente che non sa di avere un profilo pubblico. Tra queste persone c'è la neo-svizzera che citavo ieri sera. Vive in un paesetto di quattromila abitanti. Lavora in una città vicina, che non sembra facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici. Un deficiente di nove anni più giovane di lei clicca su “mi piace” su qualsiasi cosa lei pubblichi su Facebook. Non che pubblichi molto: nove volte su dieci sono le solite stupidissime vignette, e il resto delle volte si lamenta di cose insignificanti, come il maltempo. A volte vorrei avere un teletrasportatore per andare lì nel suo paesetto e incontrarla. Impresa molto ardua: cosa ci fa uno sconosciuto lì a chiedere di una donna che abita lì da anni proprio per sfuggire alla famiglia e agli amici? Allora ci vorrebbe una conoscenza importante presso l'azienda dove lavora. Così, quando lei va alla macchinetta degli snack, aspettarla lì facendo finta di niente. Mentre beve distrattamente il caffè, rivolgerle lo sguardo, uno sguardo da mendicante che sa già in anticipo di non essere meritevole di nulla, e aspettare la sua reazione. Uno sguardo di fastidio, mentre si allontana rapidamente. Oppure uno sguardo nervoso e impaurito, e si allontana rapidamente. Oppure uno sguardo distratto, come se non avesse visto nulla, e si allontana placidamente. Oppure uno sguardo sorpreso - il più improbabile - e magari un accenno di sorriso. Quando Facebook era il paradiso degli stalker, si potevano fare tante cose, si potevano inventare incontri imprevisti. Oggi non è più così. Oggi ho il nome di una città oltreconfine, e nient'altro. Google non mi è di aiuto.
martedì 11 febbraio 2014
Anche lei era sveglia, simpatica, bella, intelligente, dolce, era tutto... ed anche lei era anche figlia unica di una coppia di squilibrati che pretendevano da lei i soldi dello stipendio perché dovevano ripagare lo strozzino. Ebbero un insperato doppio colpo di fortuna: lo strozzino, a causa di un incendio, non fu più in grado di esigere soldi. Inoltre il padre di lei gli aveva firmato un assegno a matita e lo strozzino aveva tentato di modificarlo con la gomma prima di incassarlo ma gli andò malissimo e perse anche quell'ultima briciola. Quel doppio colpo di fortuna durò poco: alcuni mesi dopo i due anziani erano di nuovo nelle grinfie di un altro strozzino, stavolta di quelli “legalizzati”. Ma la fortuna aveva volto loro le spalle: la figlia aveva avuto un'occasione irripetibile per andare a lavorare in Svizzera. Sottinteso: mi dispiace, ma il mio stipendio mi serve per vivere, non posso più darvi la paghetta per tamponare i vostri guai: datevi una regolata e smettetela di accumulare nuovi debiti per pagare vecchi debiti. Consiglio accettato solo parzialmente: ma lei è riuscita a costruirsi una vita senza più vergogne e senza più preoccupazioni di come pagare di qua e di là. Non è riuscita a formarsi una famiglia, non so perché. Ma ora grazie a facebook so che c'è un cretinetto di nove anni più giovane di lei che clicca su “mi piace” ad ogni cosa che lei pubblica. Non so perché ma mi sento geloso.
giovedì 2 gennaio 2014
Anno nuovo, vita nuova. La crisi incombe. L'affitto di questo buco (un monolocale più piccolo di una casa di Barbie) è aumentato, ed era già la più grossa spesa del mese. Il monolocale sembra ancora più piccolo perché ci tengo non soltanto tutte le mie cose che non avrò mai il coraggio di liberarmi.
venerdì 13 dicembre 2013
Alcune donne negli “anta” vedono il sottoscritto come un po' appetibile. Riepiloghiamo.
“Z”. Brutta e molto grassa. Volto dai lineamenti campagnoli. Alla sua età abita ancora con i suoi, nonostante i tentativi di fuggire di casa (corsi, esami, umilianti lavori in qualche lontana metropoli). Fidanzata una sola volta per dieci anni con uno che l'ha sfruttata in tutti i modi (per poi scaricarla quando ha trovato uno meglio di lei). Cultura medio-bassa. Il sorriso sembra una smorfia e non ispira eccessive simpatie. Aspetto trascurato, perché dà una mano all'attività commerciale dei suoi. Pubblica su facebook delle sue foto inguardabili. Ora ha deciso che vuole innamorarsi. Io sono uno dei nomi nella sua agendina dei “single senza troppe pretese”.
“T”. Brutta e grassa. Volto dai lineamenti strani, più da problemi di salute del periodo infantile che da provenienza straniera. Evasa da casa, dai 18 anni ha sempre vissuto da sola, a costo di lavori umilianti. Ha bruciato gran parte dei suoi guadagni in inutili corsi di formazione che non le hanno garantito un lavoro. Il lavoretto che ha da pochi anni non le assicura da vivere, perciò deve ancora continuare a fare anche da donna delle pulizie, lavorando di fatto sette giorni su sette, anche dopo ora di cena. Cultura media, socievole, forse un po' troppo. Si è sempre innamorata dell'uomo sbagliato, scoprendo (magari dopo il primo bacio) che il soggettone era sposato con figli o divorziato, anziché brillante celibe come si era descritto. Religiosa sdolcinata, con qualche frequente problema di salute e qualche inutile seduta dallo psicologo. Ha deciso di innamorarsi. Io sono uno dei suoi possibili candidati, in quanto single e lavoratore.
“I”. Carina e delicata, lineamenti del volto allegri, ma alquanto grassa e con una malattia invalidante. Innamorata segretamente da dieci anni di un uomo sposato (che per fortuna, per evitare intoppi col proprio lavoro, sembra essersi guardato bene dall'approfittarne). Passa le giornate per lo più a guardare la televisione. Cultura media e televisiva. Parenti e amici onnipresenti e invadenti. Sono convinti che chiunque la avvicini stia puntando alla casa e alla (non proprio grandissima, ma in tempi di crisi tutto è appetibile) eredità: un piccolo esercizio commerciale ben avviato e in zona favorevole. Vedranno chiunque le si avvicini come utile manodopera per la propria attività commerciale, mentre lei lo vedrà come uno che rinuncia al proprio mondo (amicizie, lavoro e tutto il resto) pur di avvicinarsi a lei. Io sono uno dei suoi possibili candidati probabilmente a causa della gentilezza.
“N1”. Magra, bassina, diversi handicap fisici. Lineamenti del volto nervosi e irritanti. Mentalità da ragazzina viziata e cultura medio bassa, volgare e televisiva. Fidanzata una sola volta, brevemente, con un cafone che poi ha scaricato perché tirchio e malato. Sempre innamorata dell'uomo sbagliato, ancora non capisce che dietro tante parole dolci solitamente c'è il nulla. Un po' troppo fantasiosa e bugiarda, vorrebbe essere trattata da principessa da chiunque. I fratelli aspirano a impossessarsi della casa in cui vive, per venderla e dividersi il malloppo. Lei vorrebbe innamorarsi follemente come un'adolescente ma senza perdere le comodità della casa (che condivide con la sorella) e della piccola rendita annessa. Io sono uno dei suoi bersagli da diversi anni, poiché lavoro e abito poco lontano da lei, anche se paradossalmente non sono uno dei primi in classifica poiché non la maltratto.
“N2”. Alta, molto magra, ma brutta. Lineamenti del volto da vecchia isterica. Vive con i suoi, per i quali è badante devotissima, oltre a lavorare in un ambiente stressante. Diverse ingiustizie alcune delle quali ancora in corso (truffe subite, spese mediche inutili, mobbing sul lavoro, cause ingiustamente perse...) ne hanno ingigantito il pessimismo e la suscettibilità e diverse ossessioni (tra cui la sessuofobia). Cultura di buon livello. Fidanzata varie volte, sempre con cafoni approfittatori, l'ultimo dei quali l'ha sfruttata per dieci anni prima di piantarla per un'altra. Ha deciso di non innamorarsi mai più e di dedicarsi al nipotino imbranato e complessato, supplendo alla mamma distratta e insensibile. Temo che abbia un progetto sentimentale che includa me come badante di sostegno per i suoi e figura paterna e culturale per il nipotino.
“D”. Brutta e grassottella, qualche difetto fisico (anche al volto), lineamenti da ragazzona ingenua, aspetto da vecchia trasandata. Cultura medio-bassa e sorriso marcatamente triste. Innamorata follemente di uno sposato che l'ha sfruttata e ingannata per anni, vorrebbe accasarsi con un uomo per tranquillizzare la famiglia. Fa parte di una comunità religiosa che l'ha dissanguata economicamente e le ha procurato i peggiori complessi e un'espressione triste anche quando sorride. Tale comunità esige che il possibile fidanzato pure entri in comunità. Mi considera come un possibile candidato perché non ho mai fatto allusioni al suo aspetto e perché per pura gentilezza di facciata non ho usato termini critici contro la sua comunità religiosa.
“C”. Grassottella con una faccia da vecchia babbiona e sorriso che ispira poco. Cultura media ma molto televisiva. Ancora senza un lavoro stabile, vive con in suoi in attesa di innamorarsi follemente. Vita sessuale scombussolata, fidanzata un'infinità di volte, finalmente comincia a capire che per gli uomini sesso e amore sono due cose distinte e separabilissime, e che non dovrebbe ingenuamente fidarsi delle belle parole e delle belle promesse. Sto nella sua agendina dei possibili candidati perché quando potevo sfruttarla e abbandonarla non l'ho fatto, e poi perché vivo non lontano da lei e ho un lavoro che a lei sembra stabile. Chiacchierona, lingua tagliente, ipersuscettibile, ha deciso di voltare pagina e di innamorarsi sul serio.
“Z”. Brutta e molto grassa. Volto dai lineamenti campagnoli. Alla sua età abita ancora con i suoi, nonostante i tentativi di fuggire di casa (corsi, esami, umilianti lavori in qualche lontana metropoli). Fidanzata una sola volta per dieci anni con uno che l'ha sfruttata in tutti i modi (per poi scaricarla quando ha trovato uno meglio di lei). Cultura medio-bassa. Il sorriso sembra una smorfia e non ispira eccessive simpatie. Aspetto trascurato, perché dà una mano all'attività commerciale dei suoi. Pubblica su facebook delle sue foto inguardabili. Ora ha deciso che vuole innamorarsi. Io sono uno dei nomi nella sua agendina dei “single senza troppe pretese”.
“T”. Brutta e grassa. Volto dai lineamenti strani, più da problemi di salute del periodo infantile che da provenienza straniera. Evasa da casa, dai 18 anni ha sempre vissuto da sola, a costo di lavori umilianti. Ha bruciato gran parte dei suoi guadagni in inutili corsi di formazione che non le hanno garantito un lavoro. Il lavoretto che ha da pochi anni non le assicura da vivere, perciò deve ancora continuare a fare anche da donna delle pulizie, lavorando di fatto sette giorni su sette, anche dopo ora di cena. Cultura media, socievole, forse un po' troppo. Si è sempre innamorata dell'uomo sbagliato, scoprendo (magari dopo il primo bacio) che il soggettone era sposato con figli o divorziato, anziché brillante celibe come si era descritto. Religiosa sdolcinata, con qualche frequente problema di salute e qualche inutile seduta dallo psicologo. Ha deciso di innamorarsi. Io sono uno dei suoi possibili candidati, in quanto single e lavoratore.
“I”. Carina e delicata, lineamenti del volto allegri, ma alquanto grassa e con una malattia invalidante. Innamorata segretamente da dieci anni di un uomo sposato (che per fortuna, per evitare intoppi col proprio lavoro, sembra essersi guardato bene dall'approfittarne). Passa le giornate per lo più a guardare la televisione. Cultura media e televisiva. Parenti e amici onnipresenti e invadenti. Sono convinti che chiunque la avvicini stia puntando alla casa e alla (non proprio grandissima, ma in tempi di crisi tutto è appetibile) eredità: un piccolo esercizio commerciale ben avviato e in zona favorevole. Vedranno chiunque le si avvicini come utile manodopera per la propria attività commerciale, mentre lei lo vedrà come uno che rinuncia al proprio mondo (amicizie, lavoro e tutto il resto) pur di avvicinarsi a lei. Io sono uno dei suoi possibili candidati probabilmente a causa della gentilezza.
“N1”. Magra, bassina, diversi handicap fisici. Lineamenti del volto nervosi e irritanti. Mentalità da ragazzina viziata e cultura medio bassa, volgare e televisiva. Fidanzata una sola volta, brevemente, con un cafone che poi ha scaricato perché tirchio e malato. Sempre innamorata dell'uomo sbagliato, ancora non capisce che dietro tante parole dolci solitamente c'è il nulla. Un po' troppo fantasiosa e bugiarda, vorrebbe essere trattata da principessa da chiunque. I fratelli aspirano a impossessarsi della casa in cui vive, per venderla e dividersi il malloppo. Lei vorrebbe innamorarsi follemente come un'adolescente ma senza perdere le comodità della casa (che condivide con la sorella) e della piccola rendita annessa. Io sono uno dei suoi bersagli da diversi anni, poiché lavoro e abito poco lontano da lei, anche se paradossalmente non sono uno dei primi in classifica poiché non la maltratto.
“N2”. Alta, molto magra, ma brutta. Lineamenti del volto da vecchia isterica. Vive con i suoi, per i quali è badante devotissima, oltre a lavorare in un ambiente stressante. Diverse ingiustizie alcune delle quali ancora in corso (truffe subite, spese mediche inutili, mobbing sul lavoro, cause ingiustamente perse...) ne hanno ingigantito il pessimismo e la suscettibilità e diverse ossessioni (tra cui la sessuofobia). Cultura di buon livello. Fidanzata varie volte, sempre con cafoni approfittatori, l'ultimo dei quali l'ha sfruttata per dieci anni prima di piantarla per un'altra. Ha deciso di non innamorarsi mai più e di dedicarsi al nipotino imbranato e complessato, supplendo alla mamma distratta e insensibile. Temo che abbia un progetto sentimentale che includa me come badante di sostegno per i suoi e figura paterna e culturale per il nipotino.
“D”. Brutta e grassottella, qualche difetto fisico (anche al volto), lineamenti da ragazzona ingenua, aspetto da vecchia trasandata. Cultura medio-bassa e sorriso marcatamente triste. Innamorata follemente di uno sposato che l'ha sfruttata e ingannata per anni, vorrebbe accasarsi con un uomo per tranquillizzare la famiglia. Fa parte di una comunità religiosa che l'ha dissanguata economicamente e le ha procurato i peggiori complessi e un'espressione triste anche quando sorride. Tale comunità esige che il possibile fidanzato pure entri in comunità. Mi considera come un possibile candidato perché non ho mai fatto allusioni al suo aspetto e perché per pura gentilezza di facciata non ho usato termini critici contro la sua comunità religiosa.
“C”. Grassottella con una faccia da vecchia babbiona e sorriso che ispira poco. Cultura media ma molto televisiva. Ancora senza un lavoro stabile, vive con in suoi in attesa di innamorarsi follemente. Vita sessuale scombussolata, fidanzata un'infinità di volte, finalmente comincia a capire che per gli uomini sesso e amore sono due cose distinte e separabilissime, e che non dovrebbe ingenuamente fidarsi delle belle parole e delle belle promesse. Sto nella sua agendina dei possibili candidati perché quando potevo sfruttarla e abbandonarla non l'ho fatto, e poi perché vivo non lontano da lei e ho un lavoro che a lei sembra stabile. Chiacchierona, lingua tagliente, ipersuscettibile, ha deciso di voltare pagina e di innamorarsi sul serio.
venerdì 8 novembre 2013
C'è gente che passa gran parte della sua vita nel bagno. Uno che abitava qui con noi, lussuoso figlio di papà che poteva permettersi una stanza singola, aveva tutto un suo rito. La mattina, appena sveglio, andava al bagno e ci faceva di tutto. Doccia, barba, cacca, bidè, denti, cremine, profumo, shampoo, magari altra doccia e altra cacca. Pareva che non uscisse mai da lì dentro. Quando finalmente si decideva ad uscire, l'aria nel bagno era irrespirabile: un coacervo di odori di profumi, lacca, creme, dopobarba, balsami, saponi, unguenti. E naturalmente disordine dappertutto, pantofoline, tovaglie, tutto lasciato dappertutto. Poi spariva per mezza giornata, rientrava a ora di pranzo, e ripeteva tutto quel lunghissimo rituale. Quindi spariva per tutto il pomeriggio e la sera e, rientrando tardi, ripeteva nel bagno nuovamente tutto il rituale. Qualche volta è rimasto a casa a poltrire, ma senza mai mancare l'appuntamento col bagno. Ci sono persone profondamente religiose che non mancano mai una preghiera. E ci sono persone religiosamente attaccate al bagno. Specialmente quando hai qualcosa di urgente da lasciarvi.
venerdì 1 novembre 2013
La cosa più odiosa di una donna che ti sta a cuore è quando lei accenna alle sue passate esperienze sessuali. Mi dice che alla sua età sarebbe strano essere ancora “a chilometri zero”. Dandomi così una fitta al cuore: quanti letti avrà passato? Da quanti imbecilli si è fatta possedere prima di scoprire che io esisto? Con quanti mi confronterà ogni volta che le farei anche solo una carezza? A quanti penserà ogni volta che mi vede o non mi vede? Come potrà dirmi “ti amo” dopo che lo ha detto a tanti uomini in passato? Quante volte sarà costretta a dirmi “amore, tesoro” perché non ricorda il mio nome ma solo uno a caso dei suoi vecchi amori passeggeri?
martedì 29 ottobre 2013
Cominciamo da lei. Conosciuta in chat. Abita a due ore di viaggio da qui. Il primo giorno ti sembrano che siano pochissime quattro ore di viaggio per incontrarla. Qualche giorno dopo finalmente cambi idea. “Incontrarla”: il primo giorno non pensi ad altro. E lei non pensa ad altro. Quasi già ci si scambia promesse. Quasi già ci si scambiano indirizzi. Per ora ci si scambia solo la foto e poco altro. I primissimi giorni, in molti casi solo il primo giorno, è curiosità. Qualche giorno dopo, talvolta già il solo secondo giorno, cominciano i piccoli screzi. Le piccole gelosie. Le piccole grandi bugie, i piccoli grandi affronti, le grandi vendette, la grande crudeltà. Non dal mio lato: io non mi permetterei mai di fare del male a una donna, neanche male “virtuale”, neanche se pensassi che se lo meritasse. Non sono fatto per le vendette, nel mio cervello e nel mio cuore non c'è mai stato posto per qualcosa che sia il fare del male per il solo gusto di fare del male, o il fare vendetta fingendo che sia un fare giustizia. Lei, invece, una che pretende di non essere “come le altre”, si è comportata “come le altre”, mettendo in pubblica piazza qualcosa dei miei piccoli segreti che avevo creduto bene di rivelarle. Per questo, dopo pochi giorni, sono sparito dalla chat.
domenica 27 ottobre 2013
sabato 21 settembre 2013
venerdì 20 settembre 2013
Il solito, maledettissimo venerdì sera. Il momento della settimana in cui bisogna stare assolutamente soli e pensare a cose assolutamente di cervello. Non di istinto, non di cuore, ma solo di cervello. Di creatività. Di messa in moto delle sinapsi. Di progettazione. Niente sentimento, solo intelligenza.
mercoledì 28 agosto 2013
giovedì 16 maggio 2013
giovedì 9 maggio 2013
Quante volte nella mia vita avrei voluto dire “ti amo” ad una donna e non potevo. Glielo dicevo solo muovendo le labbra, senza voce, e solo quando lei mi era vicina ma non mi vedeva. E forse lei lo capiva benissimo ma continuava a rifiutarlo, pensando: “restiamo solo amici, anzi, è già troppo essere amici”. E poi dopo qualche tempo (settimane, giorni, o addirittura soltanto minuti) lei spariva dalla mia vita, per sua deliberata volontà o semplicemente per le circostanze. Donne che non posso più contattare perché tutte penserebbero che sentendomi solo, avrei preso a rimestare nell'agendina delle vecchie amiche a caccia di una ancora nubile e dalle scarse pretese. Maledetto galateo moderno.
lunedì 7 gennaio 2013
Fa freddo. Vorrei gridare che non è giusto che faccia freddo, un freddo tale da congelarmi i piedi. Ma nessuno mi ascolterebbe con vero interesse. Anche il 2013 è cominciato con le ingiustizie ma è un'epoca in cui tutti si sono abituati alle ingiustizie e si lamentano di faccende secondarie. Quando la benzina in pochi anni raddoppia di prezzo, in un paese civile ci sarebbe stata una rivoluzione. Qui tutto tace. Quando gli alimentari in pochi anni raddoppiano e triplicano di prezzo, in un paese normale ci sarebbe stata una rivoluzione e spargimento di sangue. Qui tutto tace. L'ultimo furore di piazza fu a piazzale Loreto. Ora che dobbiamo tirare la cinghia con cibo e riscaldamento, tutto tace. La gente scenderebbe in piazza solo se gli si toglie qualcosa di veramente vitale. Come le partite in tv, per esempio. Come la pornografia su internet, per esempio.
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